Casa di Massimo Pierattelli | Firenze

RESIDENZA PRIVATA, 2020

Casa di Massimo Pierattelli | Firenze

Nel cuore di Firenze, affacciata in Piazza de’ Pitti, nel Quartiere Oltrarno di Santo Spirito, si trova la casa di Massimo Pierattelli e della sua famiglia. Ubicato in un palazzo storico dei primi del ‘500, l’appartamento mantiene alcuni degli elementi originali, portando al tempo stesso il segno della firma stilistica di Pierattelli Architetture, lo studio fondato nel 1980.

 

È così che le preesistenze cinquecentesche – le travi di legno a vista del soffitto, i camini di pietra, gli archi del corridoio – si trovano a dialogare con soluzioni su misura, arredi di design iconici, opere d’arte e souvenirs etnici, che riflettono la storia dell’architetto. L’appartamento di 300 mq, progettato da Massimo Pierattelli insieme alla moglie, l’architetto paesaggista Roberta Bencini, racconta l’approccio multidisciplinare ed eclettico che contraddistingue il lavoro di Pierattelli Architetture.

 

L’area living include travi a soffitto che nella loro metrica giocano con i blocchi verticali della libreria tripartita disegnata dallo studio: un pezzo d’arredo in legno laccato grigio che dona carattere all’ambiente e lo esalta grazie alle sue luci, posizionate in modo da creare un effetto scenografico. Nella stessa stanza si trovano l’iconica Arco di Flos, i divani Sity del 1986 di Antonio Citterio, la lampada Spun Light di Flos, il Tavolo Cruise di Lema e i tavoli neri Tulip di Knoll disegnati da Eero Saarinen. A rendere l’ambiente ancora più personale e carico di ricordi, ci sono le opere d’arte e i souvenir etnici, come un quadro di Carlos Albertos Castellanos e di Giampaolo Talani, la scultura a cavallo di Paolo Staccioli, e poi ancora oggetti Tuareg e gioielli Imba raccolti durante i viaggi, un tappeto persiano.

 

La cucina, sempre disegnata da Massimo Pierattelli, è caratterizzata da elementi in ottone lucido lavorato a mano e da un piano di granito e inserti lignei. Contrasti cromatici delicati si ritrovano invece nella camera padronale, anche questa affacciata su Palazzo Pitti, dove arredi e tessili blu fiordaliso incontrano elementi chiari. La stanza è completata dalla presenza della Spun Light di Flos e da un quadro di Andrea Chiarantini. Nella sala da pranzo emergono il tavolo Block di Acerbis e la credenza Sheraton progettata da Lodovico Acerbis e Giotto Stoppino nel 1977 e premiata da ADI con il Compasso d’Oro nel 1979, entrambi laccati in nero lucido; infine le lampade Taccia e Toyo di Flos, le sedie Bea di Lema, il pesce scultura in vetro di Egidio Costantini e un quadro di Raffaele de Grada.

 

Le pareti dell’appartamento sono intonacate con una speciale pasta in grassello di calce – realizzata con una miscela di colla di pesce, pigmenti naturali e polvere di marmo – , mentre per il bagno padronale è stato usato il marmo giallo di Siena.

PROGETTO

Arch. Massimo Pierattelli

Arch. Roberta Bencini

TIPOLOGIA DI PROGETTO

Progettazione di interni

COMMITTENTE

Privato

PERIODO

2020

DIMENSIONE INTERVENTO

300 mq

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