Il Tirreno | 02-2021 - Pierattelli Architetture

Il Tirreno | 02-2021

IL TIRRENO | STAZIONE ELETTRICA TERNA

Il Tirreno, quotidiano toscano, dedica un articolo al progetto della Stazione Terna a Suvereto.

Svelato il progetto Cotto e maxi volumi per la sottostazione di Terna ai Forni
Selezionata la proposta dello studio Pierattelli Architetture La sindaca: «Da potenziale problema a opportunità»

SUVERETO. Formelle di cotto. Quadrate, rettangolari e a listelli. Così si caratterizzeranno le facciate frangisole dei nuovi edifici della sottostazione elettrica Terna, in località Forni. Lo ha stabilito la commissione composta da tecnici della Società e da una delegazione del Comune di Suvereto che ha selezionato la proposta dello studio fiorentino Pierattelli Architetture tra le 27 presentate al concorso architettonico per la realizzazione della futura stazione elettrica di conversione, lanciato a maggio 2020.

La soluzione selezionata punta a rivestire di bello i capannoni industriali per mitigarne l’impatto nel contesto agricolo in cui saranno edificati. Un progetto evocativo, ispirato almeno da due presupposti. Si tratta di edifici di grandi volumi, necessari per gli impianti di ammodernamento del collegamento elettrico a 200 kV Sacoi 3 che parte da Codrongianus (Sardegna), fa tappa a Lucciana (Corsica) e termina a Suvereto. Intervento che è riconosciuto dalla Commissione europea opera di interesse comune. L’altro presupposto è che l’architettura industriale può anche essere una cifra. Un segno necessario nel paesaggio, ma per lo meno ispira-to alla bellezza. Si costruirà all’interno dell’attuale perimetro della sottostazione ai Forni. Edifici caratterizzati da facciate modulari, composte da elementi in terracotta agganciati a cavi di acciaio. Le tonalità del cotto vengono richiamate anche nella verniciatura effetto corten del cancello di ingresso alla sottostazione e nelle parti in muratura.

Il progetto prevede anche la riqualificazione dell’intera area della sottostazione. Olivi cipressi e pini marittimi per ammorbidire ulteriormente i volumi dei nuovi capannoni. Ma anche la scelta di caratterizzare gli oltre 2 chilometri di recinzione con gabbioni di sassi e viti americane. Anche in questo caso l’idea è di avere una struttura che cambia con le stagioni per «far vivere il sito industriale in armonia con i colori della zona», dice l’architetto Massimo Pierattelli. Che sottolinea: «La ricerca della bellezza dovrebbe essere un valore condiviso e ricercato, anche nelle architetture industriali, e soprattutto in un Paese come il nostro, ricco di me-morie storiche e paesaggistiche straordinarie».

Prevista, inoltre, l’illuminazione a fasci di luce dal basso verso l’alto delle facciate degli edifici per un effetto scenografico replicato anche nel viale d’accesso e nel verde. «La progettazione partecipata, attraverso l’interlocuzione con il Comune di Suvereto e il territorio, ha migliorato il progetto iniziale», afferma il responsabile Gestione processi amministrativi di Terna Adel Motawi. Soddisfatta la sindaca di Suvereto Jessica Pasquini: «Abbiamo trasformato un potenziale problema in un’opportunità, a partire dalla volontà di Terna di dialogare con il Comune e i cittadini. E non ci siamo sottratti al confronto con il comitato nato come voce critica. Quella struttura di grandi dimensioni sarà comunque visibile, ma sarà qualcosa di bello da vedere».

La costruzione della nuova sottostazione si rende necessaria perché l’attuale Sacoi 2, realizzato negli anni ’60, è giunto al termine della sua vita utile e un’eventuale perdita dello stesso comporterebbe la mancanza di uno strumento fondamentale al man-tenimento di adeguati livelli di stabilità del sistema elettrico della Sardegna e italiano. Il progetto è ancora all’esame di valutazione di impatto ambientale. «Sono state richieste delle integrazioni per cui stiamo predisponendo i documenti che presenteremo a marzo», dice Motawi. A seguire l’iter prevede ulteriori passaggi e la previsione è che non si concluderà prima di un anno e mezzo. Mentre il cronoprogramma dei lavori per dare corpo al Sacoi 3 ha una durata di 5 anni.

Per la parte italiana è previsto un investimento nell’ordine di 800 milioni di euro di cui circa 220 milioni per la costruzione delle nuove sottostazioni a Codrongianus (Sardegna) e a Suvereto. Il nuovo collegamento elettrico Sacoi 3 verrà realizzato in gran parte sfruttando l’attuale infrastruttura, in modo da non occupare ulteriori porzioni di territorio. I raccordi tra cavo marino e terrestre saranno tutti interrati. Il collegamento sarà realizzato con tecnologia di trasmissione in corrente continua, che genera un campo elettrico e magnetico statico. Interessati dai percorsi dei cavi terrestri e marini anche Piombino e San Vincenzo. —