VILLE GIARDINI | 07-2021 - Pierattelli Architetture

VILLE GIARDINI | 07-2021

Ville Giardini ha dedicato un approfondimento di 12 pagine al progetto della casa di Massimo Pierattelli.

ABITARE IL TEMPO

All’ultimo piano di un palazzo di fine 500 nel cuore pulsante di Firenze, tra Piazza de’ Pitti e via Toscanella, Massimo Pierattelli, architetto fondatore dello studio Pierattelli Architetture, e sua moglie Roberta, entrambi architetti, hanno trasformato un appartamento, trovato in uno stato di austerità quasi monacale, in una calda dimora, carica di memorie di famiglia e oggetti molto amati. “Abbiamo visto quella casa di sfuggita, dopo due anni di ricerche, quando ormai eravamo quasi scoraggiati”, racconta Massimo Pierattelli. “Cercavamo una casa che avesse ‘un’anima’. Quella la aveva, ed è stato amore a prima vista”.

Un appartamento così speciale da richiedere soltanto un restauro e qualche piccolo adattamento alle esigenze della famiglia, senza apportare grandi cambiamenti strutturali. “La cosa che più mi ha colpito, da subito, è stata la finestra sulla basilica di Santo Spirito. Una bifora con inferriata che, regalando uno scorcio quasi pittorico della basilica, riesce a conferire alla casa un fascino unico. Lo stesso discorso vale per i camini d’epoca”.

Tutto questo accadeva circa trenta anni fa, anche se non si direbbe. Lo stile del progetto di interior design infatti ha donato alla casa, grazie a Roberta, cromie vivaci e una freschezza nelle scelte d’arredo che la rende moderna ancora oggi.

“La scelta di colori caldi e accesi era mirata a stemperare l’austerità della dimora. Dal rosa al verde prato, questi abbinamenti avevano suscitato qualche dubbio nei nostri amici e parenti. Oggi possiamo affermare con certezza che la nostra scelta è stata giusta”. La linea progettuale adottata dall’architetto è stata molto chiara: leggere e interpretare la storia di questi ambienti, per proiettarla verso il futuro, invece che per riproporla.

“La reinterpretazione del passato crea mix bellissimi, ma sopratutto di qualità”. Innanzitutto sono stati scelti i colori e i divani. A partire da quelli sono state adottate altre soluzioni per smorzare o per evidenziare alcuni aspetti fino a creare un perfetto equilibrio. Negli oltre 300 metri quadrati dell’appartamento, icone del design si affiancano a pezzi progettati su misura da Massimo Pierattelli nel corso del tempo. Elementi che concorrono a dare allo spazio un’identità unica, specchio della sensibilità di una famiglia che si è sempre dedicata con passione all’architettura e al design, ma non solo. Entrando nella casa si viene accolti in un grande living, che restituisce una dimensione solenne e scenografica a quello che risulta essere il luogo più vissuto nella quotidianità. L’ambiente è caratterizzato da un’equilibrata convivenza tra elementi e strutture d’epoca con pezzi di design contemporaneo. L’ampia sala è dominata dal grande camino rinascimentale, affiancato da due coloratissimi divani Sity di Antonio Citterio (B&B Italia) e da una iconica lampada Arco, di Achille & Pier Giacomo Castiglioni (Flos).

Opere d’arte e souvenir etnici contribuiscono a personalizzare l’ambiente, rievocando ricordi di vita e passioni della famiglia: un quadro di Carlos Albertos Castellanos e di Giampaolo Talani; la scultura a cavallo di Paolo Staccioli, oggetti Tuareg, gioielli Imba, raccolti durante i viaggi e un tappeto persiano, tutti legati a visite e incontri, esplorazioni e ricerche su materiali, forme, colori.

Moltissimi anche i libri d’arte e architettura, custoditi nella libreria disegnata dall’architetto, realizzata in legno laccato grigio, e composta da tre blocchi che riprendono la modularità e la metrica delle travi a soffitto. In tutta la casa si respira un grande amore per l’arte, dovuto anche dalla frequentazione della famiglia con artisti, come per esempio Egidio Costantini della Fucina

degli Angeli di Venezia, maestro della scultura contemporanea in vetro.

“Alcune sue opere, con incisioni e personalizzazioni, come la testa di pesce in vetro nel soggiorno, ci sono state donate in occasione di ricorrenze speciali. Non sono solo sculture, fanno parte della nostra vita”.